Quanto costa davvero fare pubblicità a Milano? I prezzi che nessuno pubblica

Cartelloni, schermi digitali, radio, social media, motori di ricerca: quanto costa davvero farsi pubblicità a Milano. Prezzi reali canale per canale, spiegati semplice.
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Marco Majidi

Hai presente quella sensazione quando vuoi comprare qualcosa online, cerchi il prezzo, e trovi solo il pulsante “richiedi informazioni”?

Ecco, il mercato della pubblicità a Milano è fatto praticamente tutto così.

Capiamo insieme quanto costa davvero farsi vedere in questa città: un cartellone, uno schermo in metro, uno spot in radio, una campagna online. 

Prima cosa: perché online non trovi niente

Se hai già provato a cercare, sai come funziona. Vai sul sito di una concessionaria di affissioni, cerchi il listino, e trovi un form. Provi con ATM, che ha 113 stazioni e un milione e quattrocentomila passeggeri al giorno. Form. Radio, circuiti di schermi digitali, agenzie: form, form, form.

Il motivo ufficiale c’è, ed è anche ragionevole: ogni impianto è diverso dagli altri. Un manifesto in periferia e un maxischermo a Porta Nuova non possono stare sullo stesso listino, un po’ come un bilocale in Barona e un attico in Brera non stanno sullo stesso annuncio.

Il risultato pratico, però, è che il prezzo lo scopri solo dopo aver detto chi sei. E questo mette in difficoltà soprattutto chi è piccolo: se hai una gelateria e trecento euro di budget, arrivare a quel preventivo con la sensazione giusta non è banale.

I prezzi, canale per canale

Nel 2025 la pubblicità esterna in Italia ha fatto 766 milioni di euro (+8%), e la parte digitale, 273 milioni,  è cresciuta del 21%. Per il 2026 se ne prevedono 838. 

CanaleCome si pagaQuanto costa a Milano
Cartelloni e affissioniAffitto dello spazio, cicli di 14 giorniDa poche centinaia di euro a settimana in periferia a diverse migliaia; i pacchetti premium arrivano a 20.000–100.000€+ per due settimane
Maxischermi digitali (Duomo, Centrale, Porta Nuova)A ciclo di 2 settimane20.000–120.000€. Il Maxi LED di Milano Centrale sta tra 35.000 e 120.000€
Schermi in stazione e in metroCPM (costo per mille visualizzazioni)15–40€ in stazione, 7–17€ sulle banchine della metro
Schermi in palestre, uffici, condominiCPM + minimo mensileCPM 5–12€, ma con un minimo di circa 2.500€ al mese
Ads su motori di ricercaCosto per click0,50–3,00€ a click, che diventano 8–20€ nei settori più affollati
Social MediaCosto per clickCirca 0,70$ per traffico, 1,92$ per un lead
Radio localeCosto per passaggio25–80€ per uno spot da 30 secondi; i budget tipici delle PMI vanno da 400 a 800€ al mese

Una precisazione doverosa: noi vendiamo pubblicità sui taxi, quindi non siamo esattamente imparziali. I numeri qui sotto arrivano da osservatori di settore, benchmark pubblici e case study. Sono stime, non listini ufficiali, perché listini ufficiali non ne esistono. Prendili come ordini di grandezza.

Il numero che cambia tutto: 2.500 euro

Guardando la tabella, la reazione istintiva è fermarsi sui 120.000 euro del maxischermo in Centrale. Ma quello, onestamente, non è il problema di nessuno: chiunque guardi quel LED capisce al volo che non è per la sua pizzeria. Nessuna illusione, nessuna delusione.

Il numero interessante è un altro, ed è quello degli schermi in palestre, uffici e condomini: circa 2.500 euro al mese di minimo.

Questo è il segmento che dovrebbe essere quello accessibile. Niente prestigio da pagare, targeting stretto, CPM bassi. La porta d’ingresso al digitale esterno.

Solo che la porta d’ingresso costa 30.000 euro l’anno.

Facciamo due conti

Adesso mettiamo quel numero accanto ai budget veri delle piccole attività:

  • il 66,3% dei piccoli imprenditori spende meno di 1.000 dollari all’anno in marketing. Non su un canale: in totale;
  • più del 50% delle PMI lavora con meno di 1.000 dollari al mese;
  • il 41% sta sotto i 500 al mese;
  • e il 72% di quel budget è già su canali digitali, soprattutto Google (35–38%) e social (25–28%).

 

Traduzione: il budget marketing di un anno intero, per la maggior parte dei piccoli imprenditori, è meno di mezzo mese di minimo sul canale “accessibile”.

Questi dati sono per lo più italiani e internazionali, non specifici di Milano — ed è probabile che qui i budget siano un po’ più alti della media. Ma non dieci volte tanto.

Quindi il punto non è che la pubblicità esterna a Milano costi troppo per un negozio di quartiere. È che, sotto una certa soglia, non gliela vendono proprio. Non esiste un’offerta più piccola.

Ed è esattamente il buco in cui è nata FunRide.

Cosa facciamo noi (in due righe)

Mettiamo tablet interattivi a bordo dei taxi milanesi. Il tassista inserisce la destinazione, e da quel momento le pubblicità che il passeggero vede sono legate al percorso: attività, offerte e brand che hanno senso per dove si trova e per dove sta andando.

Invece di un cartellone fermo che spera passi la persona giusta, un messaggio che si muove insieme a lei.

Si paga a Costo Per Corsa. Niente affitto di due settimane, niente minimo mensile, niente impression stimate.

Il nostro prezzo è 0,20€ a corsa. Lo scriviamo qui, in chiaro, in un articolo che parla di quanto sia scomodo non trovare i prezzi scritti in chiaro. Ci sembrava il minimo.

Cosa vuol dire in pratica: con qualche centinaio di euro fai una campagna vera, non una prova simbolica. E la gelateria di Porta Romana può comparire sui taxi che stanno andando verso Porta Romana.

E poi c'è il QR code (la parte che ci piace di più)

C’è una cosa che la pubblicità esterna, storicamente, non è mai riuscita a fare: dimostrare di aver funzionato.

Il cartellone lo vedono in tanti. Quanti? Una stima. Quanti sono poi entrati in negozio? Bella domanda. La radio ha lo stesso problema, anche peggio.

Le cose stanno cambiando, e ci sono prove concrete: una campagna digitale iper-localizzata di Aldi a Milano ha registrato un +14% di persone entrate nei punti vendita, sopra la media nazionale.

Noi abbiamo costruito FunRide intorno a questo. Ogni annuncio ha un QR code: il passeggero inquadra, gioca a un mini-gioco brandizzato e riceve uno sconto da usare in un’attività lì vicino. Scansioni, partite, sconti usati — sono numeri veri, non stime.

E siccome ci teniamo a essere onesti anche quando non ci conviene: non inquadrano tutti. I tassi realistici stanno tra il 15% e il 30%. Preferiamo dirtelo adesso che fartelo scoprire dopo. Però un 20% misurato vale più di un 100% immaginato — e se gestisci un budget lo sai già.

In sintesi

  • A Milano nessuno pubblica i prezzi della pubblicità: si va a preventivo, sempre.
  • I range reali vanno da poche centinaia di euro a settimana fino a 120.000€ per due settimane sui maxischermi.
  • Il vero muro sono i 2.500€/mese di minimo del canale teoricamente più accessibile.
  • Il budget marketing annuo della maggior parte dei piccoli imprenditori è inferiore a mezzo mese di quel minimo.
  • FunRide costa 0,20€ a corsa, senza minimi, con tracciamento via QR code.

 

Se hai un’attività a Milano e finora avevi dato per scontato che la pubblicità in città non fosse roba per te, adesso almeno sai perché lo pensavi.

E sai anche quanto costa la nostra.